Decennio: 2020-2026. Abbiamo imparato tutti a parlare come se fossimo in seduta.
'Ho bisogno di spazio per elaborare.' 'Sto lavorando sui miei attachment issues.' 'I tuoi comportamenti attivano il mio trigger.'
Qualcosa di buono, qualcosa di pessimo. Dividiamoli.
Cos'e' il therapy speak
E' il linguaggio preso da terapia (o da Instagram che prende da terapia) applicato alle relazioni personali. Parole come: boundaries, gaslighting, trauma response, attachment style, emotional labor, triggered, narcisista.
In terapia queste parole hanno significati precisi. Fuori dalla terapia, spesso perdono il loro significato originale e diventano armi in conversazioni tra persone normali.
Quando funziona davvero
Il therapy speak aiuta quando:
- Stai descrivendo una tua emozione che conosci bene. 'Oggi mi sento ansiosa perche' la mia famiglia mi ha sempre fatto sentire che dovevo meritare l'affetto. Non e' colpa tua, e' il mio pattern.'
- Stai chiedendo qualcosa di specifico e possibile. 'Mi aiuterebbe se la prossima volta che litighiamo, ci prendessimo 30 minuti prima di riprendere. Posso gestire meglio cosi.'
- Stai ringraziando. 'Grazie per avermi tenuto spazio ieri sera. Ne avevo bisogno.'
In questi casi, il therapy speak e' un vocabolario utile per dire cose che altrimenti sarebbero confuse.
Quando e' red flag
Il therapy speak diventa tossico quando:
- Diagnostica l'altro. 'Tu sei narcisista.' 'Hai un attachment disorganizzato.' Tu non sei terapista. Lui/lei non ti paga. Non hai autorita' per diagnosticare.
- Blocca la conversazione. 'Questo sta triggerando i miei trauma, non posso parlarne adesso.' Ok ogni tanto, problematico se succede ogni volta che c'e' scomodo.
- E' usato per evitare responsabilita'. 'Non ho risposto per tre giorni perche' stavo lavorando sui miei limiti.' Puoi lavorare sui tuoi limiti E scrivere un messaggio di 10 parole.
- Accusa senza dati. 'Mi stai facendo gaslighting.' Il gaslighting e' comportamento specifico e ripetuto. Dirlo casualmente in una discussione svuota il termine.
Il caso 'bisogno di spazio'
Frase onnipresente. 'Ho bisogno di spazio.' Neutra in se'. Diventa tossica quando:
- Non si spiega per quanto.
- Non si spiega se si puo' ancora parlare o no.
- Serve a evitare sistematicamente i discorsi difficili.
Versione sana: 'Ho bisogno di spazio per oggi, mi risentiamo domani sera.' Concreta, temporizzata, non lascia l'altro nel limbo.
Il caso 'boundaries'
Altra parola abusata. Boundary vera: una cosa che tu non farai. 'Non tollero messaggi dopo mezzanotte, non li leggero' fino al mattino.'
Fake boundary: imporre comportamenti all'altro. 'Devi rispondermi entro un'ora.' Quello non e' boundary tuo, e' rule per lui.
Il test: un boundary parla di te. Una regola parla dell'altro. Sono cose diverse, la gente le confonde.
Il caso 'red flag'
Nata in terapia come avvertimento. Diventata termine Instagram. 'E' red flag che abbia risposto dopo due ore.'
Raga, no. Due ore non e' red flag. Red flag e' ripetizione di comportamenti problematici che indicano un pattern tossico. Un ritardo di risposta e' solo un ritardo.
Usare 'red flag' per tutto ti fa apparire iper-reattiva e svuota la parola quando ne avresti davvero bisogno.
Il therapy speak che usa (bene)
Frasi da terapia che, quando usate giuste, sono utili nei messaggi:
- 'Oggi sono triggerata da qualcosa di mio, non da te. Possiamo riprendere dopo?'
- 'Quando hai fatto X ho sentito Y. Non dico che era la tua intenzione, ma dico che e' cio' che e' passato.'
- 'Sto lavorando su una cosa con la mia terapeuta. Se ti racconto dove sono, magari capisci il mio pattern.'
Notare il comune denominatore: parla di se stessa. Non diagnostica l'altro. Non chiude la porta.
Il therapy speak che indica cose
Se senti queste frasi troppe volte in una relazione, segnalarle:
- 'Sei tossico/tossica' detto in ogni discussione.
- 'Questo non e' un safe space' ogni volta che ti lamenti.
- 'Stai facendo trauma dumping' quando racconti un pezzo difficile della tua settimana.
- 'Non hai fatto il tuo lavoro interiore' come chiusura.
Queste non sono frasi da coppia sana. Sono strumenti per delegittimare l'altro usando linguaggio che sembra tecnico.
Cosa dice di una persona usare male il therapy speak
Di solito, due cose:
1. Ha fatto terapia e ha interiorizzato male. Capita. Conoscenza parziale.
2. Ha letto post Instagram e usa il vocabolario senza la pratica. Piu' pericoloso. Sembra informato ma non lo e'.
In entrambi i casi, non devi combattere con lo stesso linguaggio. Parla normale. 'Non capisco cosa vuoi dire. Spiegami in parole tue.' Spesso rompi il loop.
La regola pratica
Quando ricevi un messaggio pieno di therapy speak, prenditi 30 secondi e traducilo in linguaggio normale.
'Quello che stai facendo mi fa sentire non vista. Ho bisogno che tu onori i miei boundary emotivi.'
Tradotto: 'Vorrei che mi ascoltassi di piu'. Chiedimi come sto prima di raccontarmi la tua giornata.'
Vedi, e' una richiesta legittima. Solo piu' chiara, senza il rivestimento.
Il suggerimento contro corrente
Nella tua prossima discussione importante, prova a non usare nemmeno una parola di therapy speak. Usa parole normali. 'Ieri mi sono sentita sola.' 'Non so come dire questo ma ho paura che...' 'Vorrei riprovare a parlarne, dammi una possibilita'.'
Sembrera' meno 'professionale', ma sara' piu' vera. E l'altra persona rispondera' con altrettanta verita', perche' il linguaggio semplice disarma.
Chiudendo
La terapia e' una cosa bellissima. Il therapy speak e' un sottoprodotto che puo' aiutare o fare danno. Sapere la differenza e' un atto di maturita' relazionale.
E se stai mandando un messaggio lungo con cinque termini tecnici, chiediti: se togliessi le etichette, sto dicendo qualcosa di chiaro o mi sto nascondendo? Spesso la risposta aggiusta il messaggio.